Strada per Giovera di Sopra da Montecrestese è una salita situata nella regione Verbano-Cusio-Ossola. Ha una lunghezza di 12.7 km, un dislivello di 1280 m e una pendenza media del 10.1%. La salita ottiene quindi 1449 punti di difficoltà. Il punto più alto è a 1616 m sul livello del mare. I membri della community Climbfinder hanno condiviso 3 esperienze su questa salita e hanno caricato 8 foto.
Nomi di strade: Via Pontetto, Via Mario Ceschi & Strada per Giovera di sopra
5.0 da esseciSe si è alla ricerca di una salita che emuli il mitico Mortirolo, qualcosa di simile si trova nei pressi di Domodossola, per la precisione a Pontetto di Montecrestese, dove inizia la salita all’Alpe Coipo e a Giovera Superiore. Non bisogna farsi trarre in inganno dal tratto iniziale di circa 6 chilometri fino ad Altoggio, con pendenze normali ed umane perché le vere difficoltà della salita sono concentrate negli ultimi infernali 7 chilometri. Dal bivio di Altoggio alla sommità, il cicli... per saperne di più
Benvenuto! Attiva il tuo account per condividere qualcosa. Troverai un' e-mail di conferma nella tua casella di posta elettronica.
Se vuoi caricare le tue foto, devi creare un account. Ci vorrà solo 1 minuto ed è completamente gratuito.
Awesome punishment and beautiful silent climb.
The road is narrow, asphalt is far away to be perfect but you can ride it with a road bike without problems.
The perfect climb to enjoy nature and the sound of your deep breathing and fast heartbeat. No other noise will disturb you during this harsh ascent.
It's not famous, it does not carry fame but it's 100% worth to climb it. Be aware it will destroy your legs. If you are ready to accept it, you must ride this climb. Fully worth 5 stars.
Se si è alla ricerca di una salita che emuli il mitico Mortirolo, qualcosa di simile si trova nei pressi di Domodossola, per la precisione a Pontetto di Montecrestese, dove inizia la salita all’Alpe Coipo e a Giovera Superiore.
Non bisogna farsi trarre in inganno dal tratto iniziale di circa 6 chilometri fino ad Altoggio, con pendenze normali ed umane perché le vere difficoltà della salita sono concentrate negli ultimi infernali 7 chilometri.
Dal bivio di Altoggio alla sommità, il ciclista dovrà superare ben 854 metri di dislivello in 7 chilometri con una pendenza media del 12 virgola 15 per cento, senza dimenticare che l’intera ascesa consta di oltre 13 chilometri con una pendenza media superiore al 10 per cento. Le somiglianze con i dati della salita cara agli appassionati di ciclismo che consacrò Marco Pantani nel Giro d’Italia del 1994 sono abbastanza evidenti.
Pertanto, coloro che fossero interessati ad affrontarla, posso solo consigliare di dosare al meglio le forze senza sprecarle, anzi risparmiandole, nella prima metà, perché nella seconda tostissima parte si inizia in doppia cifra e ci si resta fin quasi alla cima. Solo nel chilometro finale le pendenze scendono all’otto nove per cento e se si è riusciti ad arrivare fin li senza mettere il piede a terra, si può finalmente pensare di avere domato la salita.
Salita che presenta per lunghi tratti pendenze superiori al 15 per cento con punte anche per brevi tratti superiori anche al 20 per cento. Fortunatamente il fondo stradale, pur essendo la classica stradina consortile (quindi attenzione: è privata e spesso priva di protezioni non essendo collaudata), è abbastanza ben tenuto al netto di alcuni tratti con sagoma molto deformata e irregolare. Pensando che poi va affrontata in discesa, corre l’obbligo precisare che è bene non eccedere in velocità vista la sede stradale piuttosto stretta che rende difficoltoso il sorpasso da parte di veicoli in salita e l’incrocio in discesa e che meglio controllare l’impianto frenante per essere sicuri di non aver sorprese durante la discesa.
La strada è interamente asfaltata e tranquillamente percorribile in bici da corsa prestando sempre attenzione, atteso che il traffico veicolare sebbene molto ridotto è presente. Molto interessanti gli scorci che si possono avere sulla val d’Ossola a circa metà percorso una volta usciti dal bosco per inerpicarsi sul crinale della montagna verso l’alpe Coipo. Una sosta fotografica (in discesa è quasi d’obbligo). Una volta passata l’Alpe Coipo (qualche tempo fa punto terminale dell’ascesa asfaltata e ove è presente una fontana), la strada si reimmerge nel fitto del bosco per raggiungere in un paio di chilometri le località Giovera Inferiore e poi Superiore dove è posto il termine della asfaltatura. In una vallettina suggestiva con piccole costruzioni dell’alpeggio, è possibile trovare una fontana e godere dello stupendo panorama verso sud (spostandosi brevemente a piedi in una zona attrezzata per pic nic).
E’ superfluo evidenziare che una salita del genere diventa letale se si è stanchi o non si dispongono di rapporti adeguatamente agili. L’ascesa si presta per essere abbinata anche alla scoperta della Valle Agarina. Anche in questo caso il tratto finale riserverà ai curiosi e coraggiosi delle sorprese sia in termini di difficoltà delle pendenze, sia e soprattutto per i magnifici alpeggi posti a fondovalle sotto le pareti delle montagne, in uno scenario maestoso dominato solo dallo scrosciare delle acque torrentizie e dal fruscio del vento.
| 7 km/h | 01:49:04 |
| 11 km/h | 01:09:24 |
| 15 km/h | 00:50:54 |
| 19 km/h | 00:40:11 |
Questa pagina è migliore nell'app